|
P.zza S. Luigi dei Francesi 5 |
06688271 |
M ----- |
BUS 70 81 87 116 492 628 |
Se
questa chiesa è nota a pressoché tutti, romani e non, lo è per la
presenza delle celeberrime tre tele del Caravaggio nella cappella
Contarelli, a giusto titolo. Ma la chiesa è in realtà uno scrigno di
preziose opere d’arte che spesso vengono obnubilate dalla presenza dei
capolavori del Merisi. Chiesa
nazionale della comunità francese a Roma, ne fu iniziata la costruzione
nel 1518. La costruzione peraltro procedette molto a rilento, finché la
spinta decisiva venne da Caterina de’ Medici, regina di Francia, che
donò alla chiesa diverse proprietà della famiglia nelle vicinanze,
completandola nel 1589. La seconda cappella destra, di S. Cecilia, presenta all’altare una copia di Guido Reni del notissimo quadro di Raffaello raffigurante S. Cecilia e altri santi, ora a Bologna. Nel 1614 Domenico Zampieri, detto il Domenichino, eseguì le Storie di S. Cecilia affrescate alle pareti, realizzando uno dei suoi capolavori, tra le più splendide opere del classicismo romano del primo Seicento, per valori cromatici, disegnativi e compositivi. La quarta cappella, di S. Remigio, ha sull’altare il Giuramento di Clodoveo, opera di Jacopino del Conte, alle pareti affreschi con Storie di S. Remigio, a sinistra di Siciolante da Sermoneta, a destra e sulla volta di Pellegrino Tibaldi, un altro splendido insieme questa volta del Manierismo maturo. Nella quinta cappella sono numerose memorie di artisti e studiosi francesi che hanno vissuto e operato a Roma, segue la sagrestia con begli armadi settecenteschi. Dietro l’altare maggiore una grande Assunzione di Francesco Bassano il Giovane, mentre il presbiterio fu ricostruito nel Settecento, nell’ambito dei lavori condotti dal Derizet. La quinta cappella sinistra, Contarelli, ha sulla volta affreschi del Cavalier d’Arpino, eseguiti a partire dal 1591. L’artista si era impegnato a completare la decorazione della cappella, ma nel 1599 non avendo assolto all’impegno, fu sostituito dal Caravaggio che nel 1600 eseguì le tre tele con la Vocazione di S. Matteo a sinistra S. Matteo e l’Angelo al centro, e il Martirio di S. Matteo a destra Poiché il S. Matteo e l’Angelo non era stato giudicato conveniente ne eseguì nel 1602 un’altra versione, che è quella odierna, mentre la precedente tela finì nella collezione del marchese Giustiniani (il cui palazzo, nelle vicinanze, è diventato oggi la residenza del presidente del Senato), poi nel 1815 nelle collezioni reali prussiane a Berlino, dove finì distrutta nel 1945 per eventi bellici. Nella quarta cappella sinistra, dell’Immacolata Concezione, alla parete sinistra l’Adorazione dei Magi di Giovanni Baglione; la terza, di S. Luigi, è una scenografica creazione tardobarocca. Nella seconda, di S. Nicola, all’altare, Miracolo di S. Nicola, pala di Girolamo Muziano. Uscendo dalla chiesa, a destra di questa, il palazzo di S. Luigi, di origine cinquecentesca; venne ricostruìto nel 1709-1716 in belle forme tardobarocche da Carlo Francesco Bizzaccheri; la facciata principale prospetta su via S. Giovanna d’Arco. |